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23/10/2014, 01:57

zibibbo, moscato, egizi, fenici, greci.



Zibibbo


 Lo Zibibbo è il nome italiano che in Sicilia si è dato al Moscato di Alessandria. Questo vitigno fu importato dai Fenici, il che lo rende, ormai autoctono siciliano a tutti gli effetti. Molto sfruttat



Lo Zibibbo è il nome italiano che in Sicilia si è dato al Moscato di Alessandria. Questo vitigno fu importato dai Fenici, il che lo rende, ormai autoctono siciliano a tutti gli effetti. 

Molto sfruttato nelle produzioni di vino dolce e come uva da tavola nelle isole, lo Zibibbo è un vitigno bianco di origine egiziana, che i Fenici e poi i Romani diffusero in tutto il Mediterraneo, dove cresce bene nei climi caldi meridionali. Viene per questo chiamata a volte anche Moscato Romano. Il nome Zibibbo invece deriva dal nord-africano zibibb, che significa uva secca o appassita, di cui gli arabi fanno grande uso.  
Coltivato esclusivamente nell’isola di Pantelleria, merita di essere apprezzato non solo per la sua grande qualità, ma anche perché viene prodotto da una vera e propria "agricoltura eroica", capace di sopravvivere nei secoli in una terra arida e difficile. 
Secondo il disciplinare di produzione può essere ottenuto solo da uve provenienti da quest’isola; e qui devono svolgersi anche tutte le operazioni di vinificazione. L’imbottigliamento del prodotto è invece ammesso in tutto il territorio amministrativo della Regione Autonoma della Sicilia. La DOC per i vini dell’isola di Pantelleria fu istituita nel 1971. 
Nel nome è racchiusa una importante peculiarità delle uve prodotte da questo vitigno: si prestano bene ad essere sottoposte ad essiccazione in seguito alla raccolta. Attualmente la maggior parte dello Zibibbo viene coltivato nei tipici terrazzamenti di origine araba dell’isola di Pantelleria. Da questo vitigno si ricava non solo l’omonimo vino ma anche, i famosi Moscato e Passito di Pantelleria; inoltre, a causa della sua dolcezza, il prodotto ottenuto può essere anche utilizzato come vino da taglio soprattutto per i vini del nord Italia. 
L’uva Zibibbo matura abbastanza tardivamente e presenta grappoli voluminosi, con acini dal bel colore verde-giallo. È ottima non solo per la produzione di vino, ma anche per il consumo diretto: a causa della sua dolcezza, infatti, viene commerciata sia come uva da tavola che come uva passa. La produzione è molto bassa: si parla di  10 quintali per ettaro che, paragonato ad altre zone italiane che producono invece 70-120 quintali per ettaro, è davvero indicativa delle difficili condizioni nelle quali le uve Zibibbo si trovano a crescere.
Lo stesso Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali ha riconosciuto ai viticoltori di Pantelleria l’attestazione di "agricoltura eroica", per via delle difficoltà di coltivazione.
L’85% dell’economia isolana ruota intorno alla viticoltura e alla produzione degli straordinari vini a DOC di Pantelleria. 
Lo Zibibbo è un vino dall’inconfondibile colore giallo dorato brillante, che può essere anche presentare riflessi dorati. 
Il profumo è tipico, gradevole e fruttato, con note di mandorla, albicocca e zagara. Vino di gran corpo, lo Zibibbo lascia in bocca un finale aromatico ed elegante. Lo Zibibbo viene vinificato sia per la produzione di vini secchi che spumantizzati ma soprattutto di vini dolci, questi ultimi naturalmente costituiscono il fiore all’occhiello della produzione, nei grandi dolci aromatici e delle denominazioni DOC Moscato e Moscato Passito di Pantelleria. 
Sono vini straordinariamente ricchi, di colore dorato profondo, con una grande gamma olfattiva  che va dalle albicocche, ai fiori specialmente quelli di acacia e vari tipi di miele. 
Palato strutturato, dolce, dotato di corpo ma anche sapidità, acidità e lunga persistenza per un tessuto molto morbido, naturalmente molto alcolici e di contenuto zuccherino molto alto. 



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